Gnoseologia

di Colui che scrive sul quadernone

Alexander Gottlieb Baumgarten viene considerato l’inventore del termine gnoseologia, che introduce di sfuggita nella sua Aesthetica del 1750. Nel paragrafo primo, Baumgarten definisce l’estetica come segue:

Aesthetica (theoria liberalium artium, gnoseologia inferior, ars pulcre cogitandi, ars analogi rationis,) est scientia cognitionis sensitivae.

In questo testo non vi sono altre menzioni alla gnoseologia. Per trovarne una definizione bisognare aspettare la sua Sciagraphia encyclopaediae philosophicae del 1769.  Nel sommario del primo capitolo, §7, si dice che la terza sezione verterà

de scientia cognitionis in genere s. gnoseologia, (logica latiori significatu)

Ed infatti la terza sezione del primo capitolo, §25, inizia con:

Gnoseologia* (logica significatu latiori) est scientia cognitionis tam cognoscendae quam proponendae, philosophiae organicae pars potior.

La nota cui l’asterisco si riferisce, spiega il termine in tedesco come

* die Wissenschaft zu denken, die Logik in weiterer Bedeutung.

A quanto pare, il termine ha avuto successo soltanto in Italia e Spagna: nel lessico filosofico tedesco si adopera Erkenntnistheorie, in quello inglese epistemology, ed in quello francese théorie de la connaissance.

L’impressione è che anche in italiano il termine non stia poi tanto bene, con una lenta transizione che porta a descrivere come epistemologia il campo d’indagine filosofica tradizionalmente ascritto alla gnoseologia.

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